lunedì 15 giugno 2015

Vecchi Mobili e seconde vite




Molti mi chiedono che cosa mi spinga ad inchiodare alla vista di un vecchio mobile, abbandonato ad un angolo di strada o, ad adottare vecchi e brutti pezzi di arredamento delle case delle nonne. Bene, per spiegarvelo bisogna tornare indietro nel tempo.
Bisogna tornare a prima dell'avvento del consumismo che ha portato alla produzione di massa e ai grandi mobilifici in serie. In un Italia abituata a mobili realizzati artigianalmente con legno massello, che venivano tramandati da nonni ai nipoti, all'improvviso arrivarono i mobili in serie, più o meno economici, in impiallacciato, che avevano design semplici ed estetiche funzionali con una parvenza di qualità superficiale e che  hanno pian piano riempito le nostre case.

Ai giorni nostri , in una società che ci ha abituato a gettare ciò che si rompe e a sostituirla, dove trovare un falegname o un ciabattino o una sarta è paragonabile alla ricerca del Santo Graal, ci siamo adattati a vivere in scatole di cemento arredate con mobili di cartone che si portano a casa in scatoloni, a misura di auto, che a volte sono più solidi dei mobili stessi e che si cambiano al cambiare dell'umore.

Abbiamo case che si somigliano con mobili impersonali ed io che ho sempre odiato l'impersonalità non posso fare a meno di ritenere che mobili in legno, costruiti magari in maniera semi artigianale, o che abbiano quel sapore di case di una volta, meritino sempre una seconda vita.

Ed ecco perchè non posso fare a meno di portare a casa mobili che a prima vista sono destinati a polverose case di nonnine attempate o  addirittura alla più vicina discarica. Con piccoli interventi di ripristino, un nuovo colore e ferramenta attuale il mobile più vecchio o brutto può rinascere come dimostrano le foto seguenti dei miei restyling.

Sedia a dondolo riverniciata in verde pastello per essere collocata in cameretta.



Tavolino con vetro molato, ripescato in un mercatino coperto di graffi e aloni, ora in bella vista in salotto.





Fasciatoio trasformato in cassettiera per la cameretta di un adolescente.
Stufo di fiorellini e colori infantili voleva un pezzo rock e con la superficie lavagna ora il decoro può essere cancellato con un colpo di spugna e reinventato con i gessetti colorati.


Vecchio carrellino trovato in un fienile ricollocato in casa con un immancabile spruzzata di pois

Angoliera con almeno 60 anni di storia alleggerita e ingentilita con l'uso del bianco

Dettaglio della suddetta angoliera 



Bene, vi ho convinto a dare una nuova opportunità ad un vecchio mobile? Continuate a seguirci e scoprirete anche come fare.
Intanto cominciate a guardare con nuovi occhi i vostri mobili nascosti in cantina.   
F.M.

venerdì 5 giugno 2015

Il mio futuro giardino

Quando noi donne acquistiamo casa, buttandoci finalmente alle spalle il nostro triste passato di “inquiline insoddisfatte”, si innesca, nella nostra testolina, un complesso meccanismo per cui tutto in casa (in quella appena acquistata, per intenderci!) deve essere CIP, cioè Completo, Immediato e Perfetto!
Superfluo dirvi che è successo anche a me!Esattamente all’indomani della stipula dell’atto di compravendita, ho cominciato ad avvertire prepotenti i sintomi della CIP ed ancora oggi, a distanza di ben due anni dal fatidico acquisto, la CIP non ha smesso di perseguitarmi!
Il quadro si complica quando l’importo mensile del mutuo, sommato a tutti gli altri importi della vita quotidiana, non permette di conseguire l’immediatezza e, di conseguenza, la completezza e la perfezione. Superfluo dirvi che anche questo è successo a me!Ebbene si…non tutto a casa mia è Completo, Immediato e Perfetto, ma, come diceva Renato Pozzetto nel celebre film “Il ragazzo di campagna”, “ho interessanti prospettive per il futuro!”.

Se, poi, alle complicazioni di carattere economico si aggiunge la mia perenne volubilità, allora, detto inter nos, non so se avrò mai una casa Completa, Immediata e Perfetta! Vi basti sapere (e lo dico con una punta di vergogna!) che, a soli due anni dall’acquisto, ho già deciso di cambiare tinta a tutte le pareti di casa e che questa folle decisione stava per costarmi il matrimonio!!! Ad un certo punto, ho smesso di appendere mensole e quadri e di riempire le camere di complementi e decorazioni varie…anzi, ho ricominciato ad inscatolare!Ed ai visitatori di turno che si ostinavano a chiedermi spiegazioni al riguardo, fornivo, di volta in volta, le seguenti bizzarre risposte: “Non ho il tempo per farlo”, “Non ho ancora scelto la giusta collocazione”, “Mi si è rotto il trapano”….e chi più ne ha più ne metta!La verità é che, già a quel tempo, covavo l’insano proposito di ritinteggiare casa!

Lo so cosa state pensando e fate bene a pensarlo!Sono matta da legare!Partorisco idee alla velocità della luce e, a volte, non faccio in tempo a concretizzarne una che sono già passata ad un’altra; altre volte (e questo è un guaio!) cambio idea solo dopo averla concretizzata! Figuratevi che, il giorno prima del matrimonio, mia madre mi ha chiamata in disparte per chiedermi: “Sei veramente sicura di volerlo sposare?Non vorrei che tu cambiassi idea appena dopo il lancio del riso!!”. Ebbene, non ho ancora cambiato marito, ma tutto il resto…!!!

Fatta questa premessa, ho il dovere di annunciarvi che questo non sarà uno di quei post contenenti foto del “prima e dopo” di ogni angolo di casa mia alla maniera di Sarah Tognetti di Shabby Chic Interiors, uno di quei post rappresentanti trasformazioni che lasciano il lettore con un palmo di naso!No…no, mi spiace!Quel tipo di post prevedo di scriverlo tra 18 anni circa…quando avrò finalmente estinto il mutuo e sarò in grado di completare arredi e decorazioni!Scriverò, invece, di uno dei miei tanti progetti di restyling, pubblicando foto puramente dimostrative reperite sul web che possano darvi l’idea di quello che intendo concretamente realizzare: vi parlerò, più precisamente, del modo in cui vorrei cambiare volto al mio giardino…o meglio, allo spazio esterno alla mia abitazione (definirlo “giardino” mi sembra alquanto azzardato allo stato attuale!). Premetto che si tratta di una superficie di circa 300 mq., in parte piastrellata ed in parte adibita a terreno con qualche albero da frutto, agrumi e poche piante (come ficus benjamin e piante di yucca). L’attuale pavimentazione, oltre a non essere di mio gradimento sotto il profilo estetico, si presenta ampiamente danneggiata a causa degli innumerevoli lavori di impiantistica che sono stati eseguiti durante la ristrutturazione degli interni. Il mio proposito, pertanto, è quello di sostituire la precedente pavimentazione con delle splendide piastrelle dall’aspetto super-rustico; mi piacerebbe anche differenziare la pavimentazione a seconda delle zone o creare delle gradevoli bordure in prossimità del marciapiedi.





Quanto al terreno, sono certa di voler tenere tutti gli alberi e le piante attualmente esistenti, ma vorrei, altresì, realizzare un bel tappeto erboso piantando del gramignone che, a differenza del prato inglese, ben sopporta il frequente calpestio e le temperature elevatissime del sud Italia.




Ancora, mi piacerebbe rivestire i muri perimetrali con della pietra le cui tonalità si possano perfettamente armonizzare con il cromatismo della pavimentazione.




Nella zona esposta a nord sulla quale si affaccia la cucina, esiste già un ampio rettangolo di circa 8x5 mt. attualmente rifinito a cemento e da piastrellare quanto prima; al di sopra di tale rettangolo, ho intenzione di realizzare una robusta copertura in pergolato di legno che possa consentirmi di adibire l’area in questione a zona destinata alla consumazione dei pasti durante la stagione estiva, nonché a zona relax con tanto di divani “pallet style”.





In un angolo della zona esposta a nord, mi piacerebbe, altresì, costruire un bel barbecue in muratura (con mattoncini in cotto super-rustici) con attiguo piano d’appoggio ed un lavabo rigorosamente di recupero (potrebbe trattarsi, ad esempio, di una vecchia pilozza in pietra o di un pentolone in alluminio) che poggi su una base anch’essa in muratura nello stesso stile del barbecue.



Una volta completata la parte strutturale, avrà inizio la parte sicuramente più stimolante dell’opera di restyling, cioè la decorazione. Sto già accumulando roba che vado acquistando nei mercatini dell’usato della mia città o che vado elemosinando a parenti, amici e conoscenti. Possiedo già una grande botte, ante di porte e di finestre, due vecchie damigiane con rivestimento in vimini, pentolame in rame, alluminio ed acciaio smaltato…tutti oggetti che ho intenzione di utilizzare a scopo decorativo.






Vorrei fare largo uso di lanterne e gabbiette da lasciar penzolare romanticamente dal pergolato e dagli alberi. Qua e la, mi piacerebbe posizionare barattoli in vetro (quelli tipici delle conserve) con tea light alla citronella all’interno.




Ho già commissionato a mio marito una bella altalena da realizzare con legno di recupero (me n’è avanzato dalla ristrutturazione) e da appendere al ramo di un albero con una spessa corda in iuta.



E, poi, mi divertirò a cercare nei cassonetti della spazzatura vecchie sedie con la seduta bucata da utilizzare come peculiare vaso per piante, scale in legno sulle quali collocare vasi ed attrezzi da giardino, annaffiatoi in latta e cassette di legno vintage....e tanti altri oggetti brocante che avrò il piacere di adottare e che farò dimorare definitivamente all'interno del mio meraviglioso futuro giardino!Spero soltanto che il mio grandioso progetto di restyling possa trovare realizzazione entro il 16 giugno dell'anno venturo perchè è in questa splendida location che vorrei organizzare la festa per i 40 anni del mio altrettanto splendido maritino!!!Ovviamente siete tutti invitati!!!!







A questo punto vi auguro un sereno week-end di sole e di relax e vi aspetto al prossimo post!Non mancate.....a presto!

Mary


  



martedì 19 maggio 2015

PASTA CON PUREA DI FAVE

Ciao ragazze,

oggi vi parlero' di una creazione speciale, fatta altresì col cuore, con le mani e sopratutto con le tradizioni arrivate a me attraverso mia madre, mia nonna e la mia bis nonna che ho avuto il piacere di conoscere data la sua longevita' tantoche è vissuta fino all'eta' di 103 anni, ammazza che forza!
Spero di avere erediatao da lei questi geni indistruttibili!!
Dunque, in questo post ci mettero' il palato, si avete letto bene; i sapori sono l' essenza dei piaceri ed i piaceri del cibo sono alla base del benessere anche psichico.
Vi racconto la PASTA CON PUREA DI FAVE SECCHE BIANCHE.
In Puglia la cucina è un sacramento e se ad un Pugliese viene a mancare la buona cucina, mette il broncio e smette di sorridere.
Ho imparato a cucinare guardando mia madre ai fornelli e spesso criticavo anche il suo maniacale rispetto delle cucine tipiche baresi ma quando ho dovuto cimentarmi con la cucina per la mia famiglia, ho ricordato ed apprezzato ogni suo suggerimento.
Innanzitutto vorrei dirvi che alla base di tutto vi sono due ingredienti fondamentali, senza dei quali meglio andare al take away, l'amore e la passione, cosi come in ogni creazione.

Ricetta per 4 persone abbastanza affamate :

- 400 gr di fave bianche secche
- cipolla rossa di tropea
- peperoncino macinato (diauicchio in barese)
- una foglia di alloro
- pasta mista della Divella

Procedimento : la sera mettere a mollo le fave in acqua fino a copertura totale delle stesse ed al mattino prima di scolarle, adoperarsi con poco bicarbonato di sodio facendolo sciogliere nell'acqua con le fave e strofinare dolcemente le stesse tra le mani  (se avrete l'impressione di lavarvi le mani,vorra' dire che state facendo bene) per qualche minuto, dopodiche scolare l'acqua di posa.
A questo punto si comincia e armatevi di pazienza, se avete una pentola di terra cotta adatta a resistere sul fuoco, siete a cavallo altrimenti potreste fare una gita in Puglia nella zona di Castellana grotte e Taranto e acquistarne una o meglio on line potreste riceverla direttamente a casa, ma se non avete voglia di aspettare e vorreste subito provare questa ricetta , potrete tranquillamente utilizzare una pentola comune con diametro 25 cm e altezza almeno 40 cm.
Posizionate le fave all'interno della pentola, riempite nuovamente la pentola d'acqua salendo almeno di tre cm sopra il limite di copertura delle fave, aggiungete una foglia di alloro e con fiamma a minimo iniziate a portare ad ebollizione, a meta' cottura munite di un cucchiaio in legno indispensabile, dovrete girare lentamente le fave cecando di non farle mai attaccare al fondo della pentola, nel caso avenisse tale sciagura vorra' dira che la fiamma è alta o non avete girato come si deve col cucchiaio con movimenti rotatori aderendo ai bordi.
Man mano che le fave si ammorbidiscono le potrete schiacciare aiutandovi col medesimo cucchiaio creando così una purea, salate il tutto e quando la purea sara' fatta, potrete togliere la pentola dal fuoco ed eliminare la foglia di alloro.

Preparate in una padella antiaderente,un soffritto di cipolla rossa di tropea sminuzzata, aggiungete le fave e peperoncino con fiamma bassa, scaldate la pasta mista e scolatela, versate il tutto nella padella facendo amalgamare bene la pasta con la fava, se troppo densa si puo' aggiungere un po' di acqua di cottura.


Siete arrivate alla fine, servite e buon appetito!

La creazione di qualunque cosa ha valore se si mette il cuore, le mie nonne e la mia mamma non conoscevano l'arte del fai da te hobbystico e tanto meno le pitture chalk ma l'arte dell'arrangiarsi era l'unica arte che, appunto, all'epoca potevano vantare. Oggi ho rivisitato anche le loro ricette ma sempre da un punto di partenza, il rispetto della tradizione tramandatami, tra l'altro se non vi fossero robuste radici nessuna pianta avrebbe fiori e nessun albero avrebbe chiome.
(a mia nonna Cinzia, alla mia bis nonna Pasquina e alla mia mamma  Pina).

Grazie!


Cinzia Bellisario




martedì 12 maggio 2015

Lavagnamania

Da qualche tempo, ho perso la testa per la pittura lavagna! Tutto è cominciato quando, pochi mesi fà, l’ho incontrata al reparto vernici di Leroy Merlin; è bastata una rapida lettura delle istruzioni riportate sul barattolo per innamorarmene perdutamente al punto di decidere di portarla a casa con me (dopo averla pagata, ovviamente!). Da allora è diventata compagna inseparabile delle mie avventure creative!

La pittura lavagna, come molti sapranno, è una particolare tipologia di vernice che consente di trasformare un qualsiasi supporto (in legno, MDF, cartone, terracotta, ecc.) in una superficie lavagna sulla quale poter scrivere e riscrivere con dei comuni gessetti, bianchi o colorati. La vernice lavagna può essere un’originale soluzione decorativa per pareti (anche in cartongesso), ante di armadi o di pensili, piani di tavolo, cassetti, cornici e chi più ne ha più ne metta. Facilmente reperibile e di semplice utilizzo, questo prodotto consente di personalizzare un’anonima superficie facendone una simpatica “write-zone”… per di più ad un costo decisamente abbordabile.
Foto di jonesdesigncompany.com su Pinterest

Foto di brit.co su Pinterest

Foto di kimberleyjackson.com su Pinterest
  

Dal canto mio, ho acquistato la pittura lavagna della nota marca “Fleur” (reperibile presso la catena Leroy Merlin) nel barattolo da 130 ml. al prezzo di €. 5.90. 

Confesso che, prima del suo utilizzo, nutrivo una punta di diffidenza nei confronti di questa vernice: mi chiedevo se fosse realmente possibile, una volta stesa, scriverci e riscriverci sopra centinaia di volte, come sulla tradizionale lavagna in ardesia dell’era scolastica. Ebbene, dopo averla provata e riprovata, vi confermo che è realmente possibile! Basta dare 3 mani di vernice direttamente sul supporto ed attendere la completa asciugatura tra una mano e l’altra. Dopodichè munitevi di gessetti e date libero sfogo alla vostra creatività…come ho fatto io!
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Prima

Dopo

Pittura lavagna sul pannello in MDF di una comune cornice in arte povera rivisitata in chiave shabby chic
Prima

Dopo
Prima

Dopo
Pittura lavagna su tavolette di abete grezzo per decoupage
Prima

Dopo
Pittura lavagna su terracotta

La pittura lavagna viene venduta in una vasta gamma di colori (oltre al tradizionale nero che, vi confesso, io tendo a preferire) e può anche essere stesa su una pittura ad effetto magnetico in modo da realizzare una briosa superficie scrivibile sulla quale attaccare magneti!
Infine, per gli amanti del fai da te, sappiate che la vernice lavagna può anche essere preparata in casa; sul web è possibile reperire decine di ricette, più o meno elaborate: io ho selezionato una delle più semplici (spero anche efficace!):
  • una tazza di pittura murale lavabile acrilica all’acqua per interni (del colore che si preferisce);
  • due cucchiai di stucco in polvere per le fughe delle piastrelle (non granuloso)

Applicare la prima mano e lasciare asciugare; carteggiare con carta abrasiva a grana finissima e, dopo aver rimosso la polvere, passare alle mani successive (non meno di 3 mani). Una volta asciutta, prima di utilizzarla, strofinare su tutta la superficie un pezzo di gesso; quindi, eliminare con una spugna appena umida.
A questo punto, non vi resta che cimentarvi nell’operazione lavagna … il divertimento è garantito!!!
A presto!

Mary



sabato 9 maggio 2015

Cuore di Mamma


Prima dei figli la festa più importante era il mio compleanno.  Appena ho avuto un bimbo in età da frequentare Nido, Materna o scuola Elementare ( ok, oggi si chiamano diversamente ma, non dimenticate che,  io sono estremamente vintage e canto ancora ai miei bimbi le sigle di Lady Oscar e Carletto il Principe dei Mostri) mi sono trovata a considerare la Festa della Mamma il nonplusultra delle feste auto celebrative.
Per un paio d'ore vengo coccolata, sbaciucchiata e sommersa di regalini auto-prodotti dai miei figli creativi. Ecco in anteprima uno dei regali che Domenica riceverò dalla seienne di casa, ma mi raccomando, acqua in bocca voi non sapete che io so già quale sarà il regalo. Confido sulla vostra discrezione.



Ovviamente è un cuore perché, come tutti  ben sanno,  i cuori stanno  alla festa della mamma come la besciamella alla lasagna e siccome a me la lasagna piace besciamellosa ( la parola ovviamente l'ho appena inventata ma rende perfettamente l'idea) non potevo che a mia volta regalare un cuore alla mia Mamma.In realtà il cuore per la mia Mamma è pronto da mesi perché, abitando lei a 800 kilometri di distanza, i regali gli vengono consegnati cumulativamente le due  volte all'anno in cui ci vediamo. L'idea è stata trovata nel web in uno dei miei tanti giri tra blog americani e tutorial on-line e permette di realizzare una decorativa corona a forma di Cuore. Ecco  a voi mio il Cuore di Mamma. 





Partendo da una gruccia di quelle della lavanderia sagomata dalle mie manine forzute a cuore,  e da una valanga di avanzi di stoffa tagliati a striscioline e semplicemente annodate alla gruccia, ho dato vita ad una decorazione che può essere rivisitata in molte varianti a secondo dei colori delle stoffe o delle consistenze.

Immaginatela in lino e pizzi e avrete una decorazione shabby e romantica o con le cotonine americane colorate, per rallegrare una cameretta  o semplicemente in tulle in rosa o azzurro ed ecco a voi un fiocco nascita.

Buona festa della mamma creativa da noi Civette.  FM





giovedì 7 maggio 2015

Io sono Francesca.....

Ci sono due civette sulla mia spalla che continuano ad insistere affinché io decida a presentarmi.
Loro mi conoscono e non posso assolutamente inventare baggianate del tipo : laureata alla Sorbona in arte figurativa con un passato d'acrobata circense, per rendere più interessante la mia persona, quindi fisso da oltre un ora il cursore che lampeggia sul monitor e intanto scarabocchio fiorellini sul mio block notes da novella blogger.
Chi sono?
Innanzitutto, procrastinatrice ad libitum, poi donna, mamma e creativa con, probabilmente,qualche disturbo della personalità che mi costringe a saltellare da un ruolo all'altro alla continua ricerca di un centro di gravità permanente.
Ho 40 anni, un marito in carriera, 2 figli splendidi, 2 gatte dispettose, un cane viziato, un orticello ricco di erbe aromatiche, un rosaio e tre ortensie oltre  ad una curiosità sconfinata per tutto quello che può essere manualità, creatività, riciclo e riuso.
Ex contabile, creativa da sempre e posso addurre a prova tanti reperti, primo tra tutti un improponibile posacenere in das realizzato a 6 anni come regalo incredibilmente gradito per la mia mamma.
Disoccupata da tre anni, oggi riempio le mie giornate da casalinga imperfetta con tutto ciò che è manualità . Adoro cucire, modellare, cucinare, disegnare, dipingere e sperimentare.
Credo fermamente nella libera fruizione delle idee e nella condivisione del sapere, cerco di raccogliere proseliti tra le giovani leve, affinché non si perda mai la voglia di fare con le proprie mani, attraverso corsi e laboratori creativi per bambini dove con lo slogan "riciclare e' meglio che buttare",  insegno ai bambini la bellezza della creatività e della salvaguardia dell'ambiente.
Ecco io sono questa e molto di più ma credo che sia meglio fare che scrivere.
E' notte, i bimbi dormono e la casa e' silenziosa, sento la mia macchina da cucire che chiama, ha voglia di terminare il regalo per una cinquenne che sabato compirà gli anni.
Chiudo qui dandovi il benvenuto nel laboratorio di tre civette creative.

Io sono Maria Grazia...per gli amici Mary



Parlare di me a chi non mi conosce e si accinge a farlo è un po’ come tentare di spiegare la Divina Commedia ad un bambino di 2 anni che, per di più, parla solo il tedesco! Da qualche mese ho spento la mia quarantesima candelina e faccio ancora fatica a capirmi. Quando penso di sapere quale sarà la mia prossima mossa, ecco che la mia ME non tarda a sorprendermi con una manovra imprevedibile! Qualcuno se l’è data a gambe levate subito dopo aver scoperto un pezzetto di me e, talvolta, sono stata proprio io a dileguarmi prima ancora di tirare fuori quel pezzetto!Sono nata e cresciuta per ¾ della mia vita in una splendida città siciliana che è Catania, dove svolgo la più rognosa delle professioni intellettuali, quella di avvocato, dalla quale, vi confesso, non faccio che ricevere pugni allo stomaco. Ma questo è uno di quei capitoli che richiederebbe decine di paragrafi…ed io non ho abbastanza inchiostro!Sono moglie di un uomo straordinario che ho cercato per tanto tempo e che ho incontrato solo 7 anni fà in un luogo tutt’altro che romantico qual’è l’ufficio postale! Ma, soprattutto, sono mamma di un bambino meraviglioso di soli 3 anni con i capelli costantemente arruffati e gli occhi di un ammaliante color verde bluastro … per il quale ho letteralmente perso la testa!Trascorro le mie giornate tentando di tenere la testolina al suo posto, ma non sempre ne esco vittoriosa! Ho bisogno di continui stimoli, di periodiche svolte direzionali, di idee da concretizzare, di progetti da realizzare. Sarà forse una patologia sconosciuta, ma non riesco davvero a starmene con la mente a riposo ed, anzi, il momento della giornata in cui partorisco le mie migliori “creature mentali” è proprio la notte! Il mio motto è: “chi non pensa, non piglia pesci!” Da un paio d’anni mi sono, persino, scoperta donna creativa; quasi per caso, mi sono avvicinata allo stile shabby chic ed, in generale, a tutto ciò che implica recupero creativo di mobili ed oggetti del passato. Tra un impegno e l’altro, sento il bisogno (direi quasi fisiologico!) di irrompere in qualche mercatino dell’usato “a prendere una boccata di polvere”, comprando qualcosa da reinventare in chiave creativa. Un giorno fotograferò il mio garage ed allora avrete l’esatta misura di quanto sia fisiologico questo bisogno!E a proposito di progetti da realizzare, solo pochi giorni fà, mi sono ritrovata, insieme alle mie splendide colleghe civette (“ve possino”!!!), catapultata in questa emozionante avventura virtuale dalla quale so già che ne uscirò arricchita (forse, non nel senso materiale del termine!), ma, soprattutto, mi auguro (e mi impegnerò affinchè accada) di regalare piacevoli momenti a tutti coloro che avranno voglia di leggere anche solo poche righe di questo nostro matto blog. Vi aspetto…o, meglio, vi aspettiamo!